Noi e Pasolini

Hanno divulgato la storia e la bellezza artistica di Sant'Antonio Abate (Versuta), della Pieve di San Giovanni e dell'antica chiesa di Santa Croce a Casarsa, la casa materna di Pier Paolo Pasolini che ospita il Centro Studi. Hanno reso omaggio al grande autore e insegnante che ha vissuto e poetato proprio a Casarsa dal 1942 al 1950 raccontandone in loco la biografia e gli anni friulani. Hanno coinvolto un pubblico di circa 1500 visitatori provenienti anche da fuori regione, colpiti dalla preparazione unita alla passione. Hanno ricevuto complimenti, applausi e un attestato del FAI (Fondo Ambiente Italia). Tutto questo hanno svolto e vissuto gli Apprendisti Ciceroni il 22 e 23 marzo, nel corso delle Giornate FAI di Primavera, destinate all'apertura e visita di luoghi di pregio artistico in tutta Italia.I Ciceroni - oltre 40 ragazze e ragazzi della Scuola Media Enrico Fermi di Casarsa, cui si aggiungono oltre una ventina di studenti dei Licei Le Filandiere di San Vito e Leopardi-Maiorana di Pordenone, mobilitati per l'intero weekend culturale, come vere e proprie guide turistiche - hanno messo in luce la peculiarità del territorio casarsese, cioè il fitto e affascinante intreccio tra luoghi, arte, biografia e letteratura pasoliniana.Il sindaco Lavinia Clarotto e l'Assessore alla Cultura Francesco Colussi sottolineano che "l'Amministrazione Comunale è molto soddisfatta per gli esiti della manifestazione, che ha permesso di raggiungere risultati importanti: far comprendere ai ragazzi le ricchezze che la propria realtà offre in termini culturali, storici ed artistici all'interno di un progetto didattico sviluppato in collaborazione dall'ente comunale e dalle istituzioni scolastiche; valorizzare a vantaggio del territorio i beni e il patrimonio artistico e culturale rappresentato dalla figura di Pier Paolo Pasolini con un'ampia partecipazione di pubblico; attivare idee e progettualità per il futuro nel dialogo tra istituzioni. Ringraziamo con grande calore tutti i soggetti che hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa: il FAI, le tre scuole che hanno aderito al progetto, il Centro Studi Pier Paolo Pasolini e le Parrocchie di Casarsa e di San Giovanni".La preparazione degli alunni dell'Istituto Comprensivo di Casarsa è stata curata dai docenti Valeria Rizzo, Cristina Formicola e Matteo Giuliani, con la collaborazione di Clelia Mungiguerra e di Ester Pilosio, esperte di arte locale. "Ci siamo innestati con grande partecipazione sul progetto del FAI - puntualizzano i docenti - perché coincide con l'idea educativa che perseguiamo: una scuola anti-monotonia, anti zavorre enciclopediste, anti-frontalità passivizzante. Una scuola alimentata dalla pedagogia dell'entusiasmo, proprio quella sperimentata da Pier Paolo Pasolini in questi luoghi, con i ragazzi del tempo".Per gli studenti degli Istituti superiori i percorsi didattici sono stati condotti da Marco Salvadori, direttore della Biblioteca Civica, con la collaborazione di Angela Felice, direttrice del Centro Studi.Visto il successo dell'esperienza ciceroniana, Comune e Scuole hanno programmato un bis per sabato 26 aprile, dalle 14.30 alle 17.00, quando i ragazzi riapriranno al pubblico i luoghi pasoliniani, accogliendo anche una delegazione piemontese, che saranno ospiti a Casarsa in occasione del gemellaggio con Santo Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese, nel corso della Sagra del Vino.